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Vita di San Matteo apostolo di Cristo

articolo pubblicato su 26/02/2025 nella categoria : Vita dei Santi
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San Matteo, chiamato anche Levi in alcuni passi dei Vangeli, fu uno dei dodici apostoli scelti da Gesù Cristo. La sua vita fu segnata da una profonda trasformazione: da disprezzato esattore delle tasse, divenne un evangelista e uno dei pilastri della Chiesa primitiva. La storia di Matteo ci insegna la misericordia di Dio, la conversione e la potenza del messaggio evangelico.

La professione di esattore delle tasse: una situazione controversa

Prima del suo incontro con Gesù, Matteo era un esattore delle tasse, o pubblicano, per i Romani. Questa professione lo poneva in una posizione delicata all'interno della società ebraica. Gli esattori delle tasse erano spesso considerati traditori dai loro compatrioti, perché lavoravano per gli occupanti romani e la loro professione era macchiata da corruzione ed estorsione. I pubblicani avevano spesso la reputazione di riscuotere più del dovuto, arricchendosi a spese dei loro concittadini.

Matthew esercitava il suo mestiere a Cafarnao, una città prospera sulle rive del mare di Galilea, che all'epoca era un importante centro commerciale. La sua posizione gli permetteva probabilmente di riscuotere le tasse dai mercanti e dai viaggiatori che transitavano nella regione. Tuttavia, a causa del suo lavoro per i Romani e degli abusi spesso associati alla sua professione, era malvisto dalla popolazione religiosa e sociale ebraica.

L'incontro decisivo con Gesù

La vita di Matteo subisce una svolta radicale quando incontra Gesù. Il Vangelo di Matteo (9,9) racconta che Gesù, passando davanti all'ufficio di Matteo, gli disse semplicemente: "Seguimi". Questa chiamata diretta di Gesù risuona con grande forza, perché senza esitare Matteo si alza e lo segue. Questo momento è cruciale non solo per Matteo, ma anche per la teologia cristiana. Gesù, chiamando un pubblicano - una figura disprezzata nella società - fa capire che il suo messaggio è per tutti, anche per i peccatori più esclusi dalla società.

La risposta immediata di Matteo alla chiamata di Gesù è significativa. Lascia il suo ufficio di esattore delle tasse, abbandonando una vita probabilmente comoda ma moralmente compromessa, per seguire un percorso radicalmente diverso. Questo illustra la capacità dell'uomo di rispondere alla grazia divina, di abbandonare il proprio passato e di abbracciare una nuova vocazione.

Dopo la sua conversione, Matteo organizza un grande banchetto a casa sua, al quale invita Gesù e altri pubblicani e peccatori. I farisei, che assistono all'evento, criticano Gesù per aver condiviso la tavola con tali persone. Gesù rispose con una delle parole più sorprendenti del suo ministero: "Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati. Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori" (Matteo 9:12-13). Questo passo mostra non solo la misericordia di Gesù, ma anche il ruolo centrale di Matteo nella missione di raggiungere coloro che erano considerati al di fuori della comunità di fede.

Matteo, l'evangelista

Dopo aver seguito Gesù, Matteo divenne uno dei suoi apostoli più fedeli. Sebbene i Vangeli non riportino in dettaglio la sua attività durante il ministero pubblico di Gesù, egli fu uno dei Dodici, presente nei momenti cruciali della vita di Gesù: l'Ultima Cena, la Passione, la Risurrezione e la missione dopo la Pentecoste.

San Matteo è noto soprattutto per essere l'autore del primo Vangelo del Nuovo Testamento, che porta il suo nome. Il Vangelo secondo Matteo è un testo fondamentale per la tradizione cristiana. Sebbene la sua attribuzione a Matteo sia talvolta contestata dagli storici moderni, l'antica tradizione ecclesiastica gli attribuisce la stesura di questo testo. Secondo la tradizione, Matteo scrisse il suo Vangelo principalmente per una comunità di cristiani di origine ebraica, il che spiega la particolare enfasi posta sul compimento delle profezie dell'Antico Testamento nella vita di Gesù. Cerca di dimostrare che Gesù è il Messia atteso dal popolo ebraico.

Il Vangelo secondo Matteo contiene alcuni dei passaggi più famosi e fondamentali del cristianesimo. In particolare, comprende il Discorso della montagna (Matteo 5-7), una sintesi magistrale dell'insegnamento morale e spirituale di Gesù. Matteo presenta Gesù come un nuovo Mosè, che dà una nuova legge, non scritta su tavole di pietra, ma incisa nel cuore dei credenti.

Il Vangelo di Matteo pone inoltre particolare enfasi sull'adempimento delle profezie dell'Antico Testamento. Matteo fa spesso riferimento alle Scritture ebraiche per mostrare che la venuta di Gesù era stata predetta dai profeti. Questo crea un legame tra la fede ebraica e il messaggio cristiano e mostra che Gesù è il compimento della promessa di Dio a Israele.

L'apostolato di Matteo dopo la Pentecoste

Dopo la Pentecoste, come gli altri apostoli, Matteo partì in missione per predicare il Vangelo. Secondo la tradizione, evangelizzò diverse regioni, tra cui l'Etiopia, la Persia e la Partia. Alcuni resoconti sostengono che predicò anche in Palestina prima di partire per queste missioni lontane. Anche se i dettagli precisi del suo apostolato sono difficili da confermare, i Padri della Chiesa concordano sul fatto che Matteo viaggiò per diffondere il messaggio di Gesù ai popoli pagani.

C'è anche una tradizione secondo cui Matteo fu martirizzato per la sua fede. Alcune testimonianze affermano che fu ucciso in Etiopia mentre predicava il Vangelo, anche se i dettagli della sua morte rimangono poco chiari. Questo martirio, se autentico, testimonia la fedeltà di Matteo alla sua missione, pronto a dare la vita per il Cristo che aveva scelto di seguire.

Il simbolismo di Matteo nell'arte e nella tradizione cristiana

Nell'arte cristiana, Matteo è spesso raffigurato con un libro o un rotolo, a simboleggiare il suo ruolo di evangelista e autore di uno dei quattro Vangeli. Talvolta è raffigurato anche con una piuma, segno della sua scrittura ispirata. Uno dei simboli più comuni associati a Matteo è un angelo o un uomo alato, una delle quattro creature viventi descritte nella visione di Ezechiele (Ezechiele 1:10) e nell'Apocalisse (Apocalisse 4:7). Questo simbolo è usato per rappresentare la dimensione umana e terrena del Vangelo di Matteo, che sottolinea l'umanità di Gesù e il suo ruolo di Messia incarnato.

La festa di San Matteo si celebra il 21 settembre nella Chiesa cattolica. Questo giorno è un'occasione speciale per ricordare la sua conversione, il suo apostolato e il suo ruolo cruciale nella trasmissione del Vangelo.

Conclusione

San Matteo è una figura essenziale del cristianesimo, la cui vita e opera continuano a ispirare milioni di credenti in tutto il mondo. Il suo viaggio da disprezzato pubblicano ad apostolo ed evangelista è un'illustrazione vivente del potere della grazia divina e della possibilità di redenzione per tutti coloro che accettano la chiamata di Dio. Attraverso il suo Vangelo, Matteo ci lascia una testimonianza preziosa della vita e dell'insegnamento di Gesù, invitandoci a seguire il cammino della fede con fiducia e fedeltà.

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