Geniale avvocato diventato sacerdote
San Alfonso nacque nel 1696 a Napoli, da una famiglia nobile e cristiana. Bambino prodigio, conseguì il dottorato in diritto civile ed ecclesiastico a soli 16 anni. Divenne presto un avvocato rinomato a Napoli. Tuttavia, nonostante il successo, un caso giudiziario in cui fu vittima di una profonda ingiustizia sconvolse la sua vita. All'età di 27 anni, abbandonò la carriera legale e decise di dedicarsi a Dio.
Contro il consiglio del padre, Alfonso entrò in seminario e fu ordinato sacerdote nel 1726. Si mise subito al servizio dei poveri e dei dimenticati nei quartieri popolari di Napoli. Predica, confessa, visita i malati e scrive le sue prime opere spirituali. Voleva un ministero pastorale che fosse vicino alla gente, chiaro, misericordioso e radicato nel Vangelo.
Fondatore dei Redentoristi
Nel 1732, colpito dalla miseria materiale e spirituale delle campagne intorno a Napoli, Alfonso fondò una nuova congregazione: la Congregazione del Santissimo Redentore, nota come Redentoristi. La loro missione: annunciare la Buona Novella alle persone più povere, abbandonate ed escluse delle città e delle campagne. Il loro motto: "Copiosa apud eum redemptio" - In Lui abbonda la redenzione.
Alphonse insisteva su una predicazione semplice, calda e accessibile a tutti. Voleva aiutare tutti a riscoprire l'amore di Cristo, la bellezza del perdono, la grazia della preghiera. Sotto la sua guida, la congregazione crebbe rapidamente e si diffuse in tutta Italia.
Un predicatore di moralità e preghiera
San Alfonso fu anche un grande teologo moralista. Ai suoi tempi, la Chiesa era dilaniata da due correnti estreme: il rigorismo giansenista e il lassismo morale. Alfonso propose un percorso equilibrato, al tempo stesso esigente e misericordioso, basato su una coscienza illuminata dalla grazia. La sua opera principale, la Teologia morale, sarà per secoli un riferimento per i confessori e i seminari.
Ma fu soprattutto un maestro di vita spirituale. Scrisse più di 100 opere: trattati, preghiere, meditazioni, cantici. Tra i suoi scritti più famosi: Le glorie di Maria, Visite al Santissimo Sacramento, Preparazione alla morte.
Insegnava che la preghiera è essenziale:
"Chi prega si salva, chi non prega si danna". "
Ma questa preghiera, dice, deve essere semplice, fiduciosa, filiale.
Un fine vita nella sofferenza e nella santità
Alfonso divenne Vescovo di Sant'Agata dei Goti nel 1762, nonostante la sua riluttanza. Esercitò un ministero attivo, visitando le sue parrocchie, insegnando la fede e riformando gli abusi. Dopo 13 anni, esausto e malato, ottenne il permesso di ritirarsi.
Passò gli ultimi anni della sua vita nella sofferenza: paralizzato, quasi cieco, abbandonato anche da alcuni dei suoi confratelli. Eppure rimase fedele, pregando e offrendo tutto al Signore. Morì il 1° agosto 1787, all'età di 90 anni.
Canonizzato nel 1839, fu proclamato Dottore della Chiesa nel 1871 e patrono dei confessori e dei moralisti.
Preghiera a Sant'Alfonso
Santo Alfonso,
tu che hai lasciato tutto per seguire Cristo e servire i poveri,
donaci il tuo zelo missionario e il tuo cuore misericordioso.
Tu che hai insegnato tanto sulla dolcezza di Dio e sulla bellezza della preghiera,
insegnaci a vivere ogni giorno alla presenza del Signore.
Tu che hai illuminato le coscienze senza mai schiacciarle,
facci diventare testimoni della verità nella carità.
Ispira ai sacerdoti e ai pastori il tuo amore per il Vangelo,
la tua passione per le anime, la tua fedeltà nella sofferenza.
San Alfonso,
guida coloro che dubitano, sostieni coloro che faticano,
e insegnaci ad amare Maria come tu l'hai amata.
Prega per noi.
Amen.