Una luce che parla all'anima
Dalle origini della fede cristiana, le candele occupano un posto essenziale nella preghiera, nella liturgia e nei gesti del cuore. Accendere una candela significa rendere visibile una preghiera, offrire silenzio, invocare la luce di Cristo nell'ombra del mondo. Ogni fiamma evoca la presenza di Dio, un fuoco discreto ma vivo che illumina senza costringere, che riscalda senza bruciare.
Nella tradizione cattolica, alcune candele sono diventate simboli potenti, ognuna portatrice di un proprio significato e di un uso particolare. Ecco le 5 candele cattoliche più importanti da conoscere.
1. Il cero pasquale
È il cero più solenne dell'anno liturgico. Acceso nella notte di Pasqua, il cero pasquale rappresenta il Cristo risorto, luce vittoriosa sulle tenebre della morte.
Embro con l'alfa e l'omega (la prima e l'ultima lettera dell'alfabeto greco), è anche contrassegnato dall'anno in corso e da cinque grani di incenso inseriti a forma di croce. Il fuoco del cero pasquale apre la notte di Pasqua, illumina il battesimo, accompagna i funerali.
Si tiene acceso fino a Pentecoste, poi si usa nei battesimi e nei funerali di tutto l'anno, segno che la luce di Cristo illumina i nostri inizi così come i nostri passaggi.
2. Candele d'altare
Presentate sull'altare o vicino ad esso, queste candele sono segni della presenza di Cristo nell'Eucaristia. Il loro numero può variare a seconda della solennità della Messa, ma sono sempre presenti per dire che la mensa del Signore è un luogo di luce e di sacrificio.
Ricordano anche le parole di Gesù: "Io sono la luce del mondo; chi segue me non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita." (Giovanni 8:12)
Il loro uso è codificato nella liturgia, ma il loro simbolismo rimane profondo: servire la Messa è servire la luce.
3. Candele da novena
Più popolari, sono spesso utilizzate per accompagnare la preghiera prolungata, per 9 giorni (da qui il nome "novena"). Di solito recano l'immagine di un santo, di Gesù o di Maria, e vengono accese per chiedere una grazia, affidare un'intenzione o ringraziare dopo una preghiera esaudita.
Si trovano nei santuari, nelle chiese, ma anche in casa. La loro luce pacifica porta la preghiera in silenzio, giorno e notte.
Sono le candele più associate alla devozione personale, discreta, perseverante, fiduciosa.
4. Candele votive
Piccole e numerose, sono le più visibili nei santuari come Lourdes, Lisieux o Montmartre. Accese dai pellegrini, sono un modo semplice ma potente per dire a Dio, a Maria o a un santo: "Ti penso, ti offro questo".
La parola "votivo" deriva da votum, il voto, la promessa. Accendere una candela votiva collega una preghiera a un atto visibile, a un impegno: "Prego per qualcuno, mi offro, chiedo".
Sono candele di passaggio, di folla, ma il loro significato rimane intimo: ognuna parla per qualcuno.
5. Ceri processionali
Utilizzati per le principali celebrazioni liturgiche come la Candelora, la Domenica delle Palme, la processione mariana o i funerali, questi ceri vengono portati a mano. Simboleggiano la Chiesa in movimento, guidata dalla luce di Cristo.
Nella festa della Presentazione del Signore (Candelora), i fedeli ricevono una candela benedetta e la accendono per significare che la loro vita deve essere luminosa.
Ai funerali, a volte vengono portate al cimitero. Ricordano che anche nella notte la fede porta con sé una fiamma fragile ma invincibile.
La candela, una preghiera silenziosa
Non esiste un solo modo per accendere una candela. Che sia in una cattedrale o sul tavolo della propria camera da letto, è l'intenzione del cuore a dare alla fiamma il suo significato. La luce della candela non parla: ascolta, osserva, si connette.
Offrire una candela significa affidare la propria vita a Dio, riconoscere la propria piccolezza, sperare nel silenzio, amare senza rumore. È un modo di abitare il tempo attraverso la luce e di lasciare che Dio illumini la nostra notte interiore.